IL CORPO E’ IL NOSTRO MIGLIOR ALLEATO, IMPARIAMO AD ASCOLTARLO

E’ ormai largamente condivisa l’opinione che ogni evento (fisico, organico, psicologico, o situazionale) sia collegato all’intrecciarsi di molti fattori. La stessa concezione di malattia, sta cambiando. E forse anche il nostro rapporto con la patologia e la cura di noi stessi. Psiche e stress acquisiscono via, via, sempre maggior importanza. Sintomo e malattia diventano sempre meno qualcosa da sopprimere o estirpare. Sino a divenire vera e propria opportunità che ci permette di ri-sintonizzarci verso un benessere maggiore. Com’è possibile? Ebbene, il corpo non è un’entità passiva, una macchina soggetta ad ogni sorta di influenza (inquinamento, alimentazione, ..) ma un sostanza psicosomatica portatrice di significati, in grado di parlare a noi stessi, di noi stessi. I sintomi sono eventi “parlanti”, ci informano delle profondità che ci abitano (desideri, paure, inclinazioni personali, talvolta i nostri talenti più speciali). I sintomi sono simboli di un profondo, ma vanno colti nel modo corretto. Solo così possono diventare la guida verso un rapporto più equilibrato con noi stessi e gli altri.

In un’ottica psicosomatica, sintomi e patologie tornano ad essere quello che sono: dimensioni esistenziali con un significato proprio, che trovano espressione attraverso il duplice registro corpo-mente. Due facce della stessa medaglia, che sincronicamente esprimono una medesima dimensione psicosomatica. Psiche e corpo, non sono solo collegati tra loro ma esprimono la stessa realtà (il nostro profondo) su piani diversi: uno più sottile (mentale, psichico e talora anche spirituale) e uno più materiale (corporeo). Le malattie e i sintomi sono eventi in movimento, per loro natura in continua trasformazione. Le patologie sono “simboli” psicosomatici che attraverso l’analogia di significato tengono insieme i tanti aspetti del nostro essere. Emozioni opposte impossibili da conciliare a livello psichico vengono riunite a livello somatico.

Attraverso una complessa catena bio-psico-somatica, il livello psichico si traduce a livello somatico. Le patologie portano in sé un senso comprensibile solo a livello di una lettura analogica. Così, un sintomo può simbolicamente rappresentare stati opposti: il desiderio e l’avversione per qualcosa, il bisogno di autonomia e quello di dipendenza, la voglia di amare e la paura di non essere stati amati. Il corpo è capace di rappresentare, per analogia, a livello fisico ciò che vive a livello più sottile e psicologico (es. una gastrite che a livello fisico corrisponde ad un’infiammazione … a livello psichico rappresenterà lo stato infiammato attraverso atteggiamenti simili a quello delle stomaco infiammato).

In quest’ottica, la crisi patologica diventa il momento “sacro” (segreto) attraverso il quale potersi rinnovare. Sopprimere i sintomi esclusivamente con farmaci, o peggio ancora trascurarli, come anche eccedere nel cercare un senso a tutti i costi, durante la fase acuta, sono solo alcuni degli atteggiamenti sbagliati che possono cronicizzare uno stato potenziale di trasformazione e rinascita. Ciò che serve perciò è uno sguardo neutro e aperto; mentre le chiavi di accesso al corpo e ai suoi significati sono le immagini arcaiche e di funzioni primarie presenti in noi fin dalla notte dei tempi che rappresentano un “modo di essere al mondo”.

Così, la dimensione della pelle che contiene, respira e delimita è quella della relazione con il mondo. La dimensione dello stomaco che accoglie, trasforma e digerisce è quella della disponibilità ad accogliere. Quella del sistema immunitario con la sua funzione di difesa, di riconoscimento del self-non self è lo stato di allerta. Ognuno di noi possiede “dimensioni d’organo”, che attraverso i simboli sono capaci di inviarci segnali in modo dinamico, momento per momento. Ognuno di noi ha dimensioni d’organo che utilizza preferibilmente e che si attivano nei momenti di stress come rappresentazione del problema o del conflitto interiore e inconscio che si sta vivendo.

Il nostro corpo – quindi – è il miglior alleato che abbiamo, capace di informarci e raccontarci, seppur nella forma del sintomo, le verità più nascoste, l’inconoscibile che abita le nostre profondità, che motiva. E’ lui che ci fornisce gli indicatori di direzione verso la via della guarigione, ma in senso ancora più profondo, la direzione verso una vita più soddisfacente, nella quale noi e in nostro inconscio siamo in reciproca corrispondenza, attraverso i cambiamenti interiori che via, via ci trasformano per realizzare pienamente la nostra essenziale interiorità.

Monia Battistutta